DA GENOVA SALE IL GRIDO: JORGE GLAS LIBERO



Domenica diciassette novembre, a partire dalle ore 17:00, si tiene a Genova – presso il circolo di Rifondazione, dedicato alla memoria del partigiano Severino “Dente” Bianchini, di piazza Romagnosi 3 cancello – un’iniziativa sulla situazione in Ecuador.
La manifestazione è dedicata al sostegno alla lotta del legittimo vicepresidente del Paese latino americano, Jorge Glas, prigioniero politico da circa tre anni in un carcere di massima sicurezza.
Ad organizzare l’evento è l’associazione Senza Paura, che per darvi vita si è avvalsa della collaborazione del circolo “Foresto-De Vena” dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba, e della struttura ospitante.
Presentare la giornata tocca a Paolo Palazzo, presidente dell’associazione organizzatrice, che fa un quadro della situazione dei vari Paesi del sudamerica, con particolare riferimento a quelli dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe.
Egli spiega come questi si trovano «sotto attacco forsennato dell’imperialismo, principalmente quello usamericano» e al proprio interno imperversano «regimi democraticamente eletti ma che non si possono definire democratici».
A seguire la parola passa ad una rappresentante della comunità ecuadoriana locale che riassume gli avvenimenti che hanno portato alla situazione attuale del Paese, con il tradimento del presidente pro tempore, Lenin Moreno.
Costui, eletto nel 2017, appena assurto alla nuova carica cominciò a denigrare tutto ciò che era stato fatto nei dieci anni in cui era stato vice del leader della Rivoluzione ciudadana, Rafael Correa.
Contemporaneamente il suo secondo ne prese pubblicamente le distanze denunciando la natura reazionaria dei provvedimenti adottati dal nuovo capo di Stato: per questo motivo egli fu arrestato.
Naturalmente la vera motivazione della privazione della libertà della seconda carica ecuadoriana venne nascosta dietro un pretesto: il ricevimento da parte sua di quattordici milioni di dollari da un’azienda multinazionale brasiliana.
Questa accusa, fatta coinvolgendo la stessa società che mise nei guai il brasiliano Luis Inácio Lula Da Silva e rivelatasi successivamente falsa, portò alla condanna – illegale, perché basata su una legge già abrogata – ad anni sei di reclusione.
Conclusa l’esposizione della cronistoria della vicenda, viene proiettato un filmato contenente le immagini di quanto è stato fatto – in tema di avanzamento delle condizioni economiche del Paese – dalla presidenza Correa, la parola passa a Norma Espinel Arauz.
Questi è la madre del prigioniero politico sopra citato: ella si dichiara triste per il fatto che suo figlio è privato della libertà personale da quasi tre anni, e per le condizioni in cui viene detenuto che provocano ai familiari che intendono incontrarlo gravi umiliazioni.
Contemporaneamente, però, esprime la propria felicità per il fatto di assistere a continue manifestazioni a sostegno della lotta del Glas sia all’interno dell’Ecuador sia all’estero, in nazioni come Italia, Spagna, Stati Uniti d’America, e Germania.
A concludere hanno luogo alcuni interventi di solidarietà, di rappresentanti delle comunità ecuadoriane genovesi e savonesi, che esprimono la propria speranza di rivedere Rafael Correa alla guida del Paese.
Inoltre, si assiste al saluto portato da Silvano Ceccoli, a nome del Circolo Culturale Proletario di Genova, e a quello di Maurizio Natale, segretario provinciale di Rifondazione.

Bosio (Al), 18 novembre 2019

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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